domenica 18 gennaio 2009

In attesa del momento giusto…



Nel post precedente, vecchio ormai di 6 mesi, avevo concluso svicolando su una questione fondamentale: la temporanea conservazione dei nostri già magri risparmi che, sotto l'insidia delle banche, della crisi finanziaria che aleggia sulle stesse e, nella migliore delle ipotesi, sotto l'effetto dell'inflazione galoppante, rischiano di sciogliersi come neve al sole.
A suo tempo avevo creato più di un blog, non certo per megalomania. Rimando all’indirizzo http://porcilesilvano.blogspot.com/ (raggiungibile anche passando per il mio “profilo completo”) per riprendere qualche aspetto della questione lasciata in sospeso e al tempo stesso per unificare tematiche simili e tra loro complementari, scusandomi per la dispersione involontariamente creata. Il titolo del post a cui riferirsi è “Qualche idea (un pò troppo) ragionata” del 18 gennaio 2009.

martedì 15 luglio 2008

La legge del pendolo

Personalmente non sono un esperto di borsa, anzi da anni ne sto alla larga. Siccome però, a causa del tracollo economico-finanziario in corso, si è tutti in difficoltà su come salvaguardare i propri risparmi, mi viene di fare qualche riflessione.
Per le fluttuazioni di borsa, quando si è in presenza di pesanti cadute o veri e propri crolli (mercato orso) così come quando avvengono forti impennate (mercato toro), vale la “legge del pendolo”. In poche parole, quando crolla il mercato, la quotazione di un generico titolo che segue le sorti del mercato stesso non si ferma al suo valore reale ma scende al di sotto (a volte anche di parecchio); idem nell’altro senso, ossia quando il mercato (e con esso la singola quotazione) cresce oltre un livello ragionevole (che per il singolo titolo è ancora rappresentato dal suo valore reale). La difficoltà, ovviamente, sta nel conoscere il valore reale del titolo… Se si sapesse, potrebbe essere gioco (relativamente) facile trarne profitto. Il valore reale dipende da una molteplicità di variabili e, ovviamente, cambia continuamente nel tempo, per esempio in funzione dell’evoluzione economica del mercato su cui opera la società di riferimento…
Oggi, probabilmente, siamo ancora lontani dalle quotazioni minime. Bisogna tenere anche conto che, in un crollo come quello attuale, i titoli buoni sono gli ultimi a cadere. I primi, ovviamente, sono i titoli spazzatura (sui quali nessuno si sognerà di investire).

A qualche ingegnere che dovesse leggere questo post vale la pena di ricordare che la legge del pendolo va intesa con la dovuta elasticità mentale che la materia finanziaria richiede… Non la si può intendere e applicare alla lettera, nel suo significato strettamente fisico…

Questa "regola del pendolo", probabilmente, vale in un solo senso per gli immobili: l’implosione della bolla immobiliare dimostra che le quotazioni degli immobili avevano superato il loro valore reale. Tuttavia una diminuzione delle quotazioni sotto il valore reale non pare realistica e prevedibile, salvo eventi eccezionali (crollo e depressione economica tipo '29) o casi particolari. Forse perché la contrazione dei prezzi è molto più lenta rispetto al mercato mobiliare e il pendolo, quando arriva sul valore reale, ci arriva a velocità zero. Anche in questo caso, come per le azioni, la difficoltà sta nel conoscere il valore reale del bene…
Negli USA il valore in $ degli immobili sta scendendo. Il $ a sua volta si deprezza rispetto all’€. Qualche ingegnere direbbe che siamo di fronte a due funzioni monotòne decrescenti: $ = $ (t) e $/€ = $/€ (t), da cui una funzione composta € = € (t) egualmente monotòna decrescente con pendenza più accentuata (nelle formule t = tempo; $ = valore immobili in $; € = valore degli stessi immobili in €). Ma queste curve, a un bel momento, cesseranno di scendere: sarà un punto di minimo da cui evolveranno ulteriormente, chissà come, verso quali livelli e in quali tempi. Se si fosse così bravi da individuare il momento del minimo, avrebbe senso investire (pur sempre oculatamente) nel mattone, anche perchè un bene reale, pagato al giusto prezzo, è sempre meglio che della carta(moneta), più che mai vero se si tratta di investire nella prima casa. Con tutto questo non intendo dire che (fra x mesi) sarà conveniente investire negli USA, anche perché è facile intuire quanto possa essere complicato e dispendioso gestire un immobile a 10000 Km di distanza così come ipotizzare il gran salto per andare vivere là…
Ho solo voluto fare una sintesi dell’evoluzione in corso. Oltretutto è ormai scontato che quel che succede negli USA avverrà, con un certo ritardo, anche qui da noi e il ragionamento appena fatto dovrebbe valere appieno anche per chi coltiva l’idea di un investimento immobiliare "domestico".
Il problema della ricerca del giusto investimento e dell’attesa del momento giusto per farlo si accavalla con un altro problema: quello della temporanea conservazione dei nostri già magri risparmi che, sotto l'insidia delle banche, della crisi finanziaria che aleggia sulle stesse e, nella migliore delle ipotesi, sotto l'effetto dell'inflazione galoppante, rischiano di sciogliersi come neve al sole. Ma questo, come detto, è un altro problema...
(Riflessioni del 15 luglio 2008)